mercoledì 29 giugno 2011

L'ENNESIMO AZZARDO... ALL IN di Valerio Lamorte


CHECK. Accettare il caos. Questa sembra essere l’ordinanza imposta dalla maggioranza al paese. Spendere altre parole per descrivere lo stato di guerra all’interno dell’attuale Governo appare ormai superfluo, la diatriba Crosetto-Tremonti, con tanto di smentite, scuse e rilanci, ha reso plasticamente il quadro dello stato di tensione permanente e non più tollerabile; le smielate parole del Ministro Meloni, a cui fanno eco quelle di altri colleghi e esponenti del governo, rafforzano la convinzione che il Berlusconi IV non è più in grado di governare. Almeno di farlo serenamente. Come potrà essere approvata una manovra economica di portata decisiva per la tenuta dello stato economico del nostro paese, mentre tra i membri del governo non c’è più alcun punto di sintonia?
CALL. Spiace constatarlo, ma il sogno della anelata rivoluzione liberale è stato ormai infranto. A chi parla di rilancio dello spirito del ‘94, di ritorno al popolarismo forzista, di maggiore coinvolgimento della base pidiellina diciamo solo che gli italiani non sono certo degli idioti o degli sprovveduti. Non è cambiato il vento, e non è neppure una questione di “destino cinico e baro”, è solo che questo Governo ha fallito. Anzi, peggio. Presa coscienza del proprio fallimento, si ostina da mesi a rimanere in sella, mettendo in campo azioni prive di qualsiasi senso democratico. Non c’è bisogno di leggere il Principe di Machiavelli per scoprire che le riforme non possono essere certo fatte da una maggioranza che ha smarrito qualsiasi sinergia  con i propri elettori, attirandosi addirittura le asperrime critiche di molti ex colleghi e sostenitori, che ha conseguito una sconfitta dopo l’altra ostinandosi a non prenderne atto.
RAISE. Peraltro, è del tutto evidente che mettere in campo delle riforme nell’ultimo  scorcio di una legislatura tutt’altro che semplice è impossibile. Non c’è nemmeno bisogno di scomodare Cicerone che nel suo De Officiis aveva messo in guardia dalla negligenza di quelle classi dirigenti che consentirono la presa di potere da parte di un solo individuo. Insomma, le responsabilità sono condivise, ora la Lega si lamenta e alza la voce, tiene sotto scacco il “povero” Cav ed è gravida di tensioni al suo interno; i “Responsabili” sono alla ricerca del senso di responsabilità perduto e i pidiellini si azzuffano tra di loro organizzando faide, fazioni e squadriglie. Povero Alfano, a lui l’arduo compito di ricompattare il tutto, povero agnello sacrificale di una maggioranza che non può far altro che comportarsi come Saturno: mangiare il proprio figlio.
ALL IN…  Good Luck, Italia!

1 commento:

  1. L'amico Valerio Lamorte, ci offre una fotografia perfetta, con la parabola pokeristica, della situazione dell'Italia ed in particolare dell'esecutivo.

    Nicola Gallo

    Responsabile Circolo territoriale Fli Frascati

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