giovedì 27 gennaio 2011

NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

... siamo chiamati a qualcosa di più che un semplice ricordare. Infatti, drammi umanitari come quello dello sterminio nazista, furono scatenati contro una categoria che, lungo tutta la storia dell'uomo, è stata fragile: quella del diverso. I diversi erano allora le comunità ebree, le persone malate di mente, portatrici di handicap, omosessuali. I diversi, i più deboli, erano le donne e bambini che spesso erano i primi a morire, di freddo o di stenti, oppure ad essere uccisi con il gas, o coi fucili. La sofferenza ha scavato il Novecento a fondo, cambiando completamente il volto dell'Europa. La furia dello sterminio programmatico raggiunse livelli tali da scatenare schock e turbamento. Ci si chiese allora com'era possibile, se era stato possibile. Addirittura i reduci spesso preferivano non parlare. Chi lo ha fatto, chi è riuscito a ritornare a quei giorni orrendi, di terrore e di agonia, ha lasciato documenti che ancora oggi devono, e dovrebbero, essere al centro dell'educazione dei ragazzi, affinché quella sofferenza abbia avuto almeno il merito di pesare, nella storia dell'uomo, come un monito.

Tutt'oggi ci sono gruppi di persone disposte a credere, per ignoranza storica oppure, peggio, per volute mire politico-sociali, che tutto quello non fu.

La Giornata della Memoria ci deve chiamare non solo a ricordare quello che fu compiuto.

La Giornata della Memoria deve ricordare anche a noi che non abbiamo diritto né di dimenticare, né di permettere che qualcosa del genere accada mai più. Siamo anche noi responsabili di quello che è accaduto, se non ci facciamo carico di tutelare i ricordi, le testimonianze. Di onorarli con gesti e parole animati da un vivo desiderio di combattere le discriminazioni.

La Giornata della Memoria non solo ci riporta indietro di decenni, ormai al secolo scorso. E' un monito. Non possiamo dirci cittadini, persone, esseri umani, se ci tiriamo indietro dal farci testimoni, per quanto indiretti, per quanto fortunati.

Per questo condanniamo quei gesti vili che hanno imbrattato i muri di Roma, e ancora di più condanniamo fermamente quelli che sono accaduti nel cuore del posto dove viviamo: Palazzo Savelli, il castello medievale che oggi è sede del Comune di Rocca Priora, ha visto le proprie mura imbrattate di scritte. Testualmente: "Non c'è memoria per le bugie".

Il circolo di Futuro e Libertà tutto, e la presente Responsabile del circolo Pari Opportunità della Provincia di Roma, guardano con tristezza ad atti vandalici che lasciano il tempo che trovano, e che sono, oltretutto, testimonianza di quanto l'ignoranza sia vile e ottusa. Condanniamo fermamente l'accaduto, e ci stringiamo attorno alla comunità ebraica, al sindaco Damiano Pucci (anch'egli oggetto delle scritte ingiuriose), e a tutti quelli che si sono sentiti profondamente feriti, nel loro essere umani, da questi atti non-umani.

di Futuro e Libertà Rocca Priora

1 commento:

  1. Generazione Italia Frascati si rispecchia totalmente nello scritto degli amici di Rocca Priora, eguale condanna per i fatti vergognosi successi di questa notte e solidarietà al sindaco Damiano Pucci !

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