martedì 22 marzo 2011

L'ANALISI POLITICA DI LAURA CARUSO

Terzo millennio, crisi finanziaria, tsunami, nucleare, guerre….ci sembra a volte di essere così travolti da questa sorta di sconvolgimenti totali da non sapere piu’ quale problema affrontare per primo. E se cominciassimo da quello piu’ a portata di mano, quello piu’ facile da analizzare e da risolvere? in una parola partiamo da casa nostra, dalla nostra classe dirigente: i Partiti tradizionali spariscono, si uniscono e si separano cercando nuove formule, la politica si è ridotta ad un litigio senza fine in cui il fattore dominante è la spartizione, il distacco tra i cittadini e le istituzioni sembra oramai un dato di fatto accettato tacitamente, sul presupposto che oramai niente sembra in grado di coinvolgere davvero le comunità. Ma resta il dato comunque che, anche se la gente si allontana sempre più dalla politica, è sempre più necessario che i territori vengano governati. I tempi lunghi delle formule di governo di una volta sono stati resi inutili da una globalizzazione che è tanto assurdo contrastare o ignorare quanto è indispensabile cavalcare, adeguando le risposte agli input che la velocità della comunicazione e le immediate ripercussioni dei cambiamenti dell’intero continente continuamente ci raggiungono. In pratica non possiamo più attardarci negli equilibrismi politicanti, sono richieste responsabilità e scelte chiare e rapide, per delineare un modello di sviluppo che attiri investimenti e garantisca una buona qualità della vita.
La politica italiana invece sembra sempre più incapace di rinnovarsi, di trovare al suo interno le risorse per darsi nuovo slancio, incapace di produrre classe dirigente. Questo fenomeno, evidente nell’ambito del teatrino della politica nazionale, è ancor più grave in periferia dove assistiamo all’immobilismo, interrotto soltanto da guerre per bande, gli uomini di xxx contro quelli di xxx; paradossalmente però è proprio in periferia che si sente più forte l’esigenza di una nuova e preparata classe dirigente. Consiglieri comunali, assessori, sindaci..sono loro che detengono e manovrano le leve di governo che nell’immediato incidono sulla vita quotidiana del cittadino. Sono infatti loro il primo presidio della democrazia, sono loro le sentinelle del polso del Paese, sono loro a fronteggiare per primi le questioni economiche e sociali che ci investono. Siamo sicuri che la media di questi soggetti abbia gli strumenti per essere all’altezza del compito? Esistono i luoghi ed i meccanismi per innestareenergie fresche nei governi territoriali? Oppure assistiamo ad un balletto di formule algebriche, di personalismi familistici, di siderale distanza dai veri problemi? Certamente ci sonolodevoli eccezioni di amministratori giovani, capaci ed onesti in ogni schieramento, ma restano obiettivamente delle eccezioni che confermano tristemente una regola di mediocrità. Non esiste più il dialogo tra persone su tematiche reali, sulle soluzioni da intraprendere la propaganda è tanta, è sempre più sofisticata, ma la comunicazione con i cittadini è zero. Non dobbiamo però arrenderci a questa situazione, dobbiamo appellarci alle forze vive della società e della politica più ampiamente intesa. I problemi della nostra Provincia, nelle nostre città ci sono, e ci sono oramai da tanto- troppo – tempo senza che la classe politica che ad oggi ha amministrato sia riuscita a dare risposte, sia riuscita ad immaginare un ripensamento complessivo del modello di sviluppo economico, sociale ed istituzionale. Per questo avremmo desiderato e abbiamo ostinatamente cercato l’incontro con tutte le realtà produttive che si esprimono in questo senso: terzo settore, volontariato, cultura, mondo associativo e classe politica insieme che riflettano su cosa sono e cosa dovranno essere i nostri Comuni tra 10 anni, su quali risorse puntare e su come ringiovanire la nostra classe dirigente. Insistiamo ancora nel lanciare questa proposta, anche se temiamo che per interessi personalistici o di casta possa essere lasciata lettera morta. Tavoli informali di confronto che potrebbero produrre proposte e mettere in evidenza personalità che le rappresentino con competenza, superando ove necessario gli steccati delle appartenenze che oggi in alcuni casi sono più prigioni che inibiscono ogni possibilità di innovazione che contenitori capaci di generare novità positive..inceneritore, infrastrutture, Malpensa, rilancio dell’economia, risparmio energetico, tutela dell’ambiente, servizi sociali, queste sono solo alcune delle tematiche alle quali la politica è chiamata a dare quelle risposte ed indicare quelle soluzioni che senza una conoscenza organica dell’insieme delle categorie sociali operative sul territorio fatica ad elaborare. Ed ancora, in previsione dell’ipotesi dell’abolizione delle Province, perchè non elaborare su questi tavoli delle ipotesi di distretti che- per le differenti tematiche- rappresentino criteri di omogeneità tali da poter essere regolati da un organismo comune? Ed ancora, vogliamo finalmente chiedere alla politica di applicare dei codici di “trasparenza amministrativa”, contemplanti ad esempio un’anagrafe di eletti e nominati? Inserire quindi in rete – sui siti dei Comuni – profili politici, professionali e patrimoniali di consiglieri, assessori e sindaci oltre a profili e curricula di tutti i nominati nelle aziende municipalizzate e di servizi a partecipazione pubblica; pensiamo anche ad inserire dirette dei consigli comunali e dei lavori delle commissioni o almeno i verbali indicando presenti ed assenti, i voti, gli interventi etc.
In sintesi, vogliamo veramente che la gente, i nostri concittadini, ricominci a credere che la politica lavori per loro? buttiamo via i vecchi strumenti, cerchiamo nuove dinamiche, interagiamo con chi è operativo nella società e scansiamo coloro che considerano i partiti uno strumento per conquistare uno stipendio o un posto al sole, allontaniamo dalle leve del comando coloro che guardano indietro e non riescono a lanciare una sfida al futuro cercando nuove strategie e nuovi volti..così forse si riuscirebbe veramente a riportare la gente a credere che la politica possa essere la risposta alle tante domande che oramai in troppi si pongono

Laura Caruso

Assoc.ne culturale “Narsil”

da "www.ilfiniano.it"

1 commento:

  1. Pragmatica analisi della situazione politica attuale, l'amica Laura ci stimola a pensare globalmente e ad agire globalmente !

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