Senza dubbio ci troviamo davanti ad un cambio di fase politica. Gli ultimi risultati delle elezioni amministrative, nelle grandi Città COME nei centri medi e piccoli, ci presentano un panorama netto e chiaro per le forze di governo, una sconfitta secca, senza appello, per alcuni tratti dai numeri inquietanti. Non è possibile stabilire una data precisa in cui il sistema che da 15 anni vede Silvio Berlusconi centro della politica Italiana, ma è innegabile che, già oggi, nei fatti, la coalizione da lui allestita e guidata, non regge più. Gianfranco Fini fu facile profeta nel marzo del 2010 a segnalare tutto ciò che oggi puntualmente sta accadendo, ricevendo per tutta risposta l’espulsione dal Pdl. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, potremmo dire, ma purtroppo a rimetterci non c’è un partito, o una leaderschip, ben poca cosa, ma la nostra Italia, che si sta incamminando, a lenti passi, verso un declino cupo e volgare, senza una guida salda, se si eccettua la figura del Presidente Giorgio Napolitano, perdendo non solo ogni treno verso la crescita economica, ma soprattutto, la sua naturale e storica vocazione europea, atlantica e mediterranea. L’elettorato, non solo ha punito pesantemente il Pdl e Berlusconi in prima persona, ma tutte le forze dell’area moderata che si richiamano al centrodestra. Infatti, Se il Pdl è ai limiti dell’implosione, la Lega Nord non raccoglie consensi, anzi ne perde e non sfonda neppure nelle sue roccaforti, il cosiddetto terzo polo non viene premiato, e Futuro e Libertà non è riuscito a capitalizzare la giusta intuizione del suo fondatore. Perché? Semplicemente perché l’elettore quando vuole cambiare un sistema non usa il bisturi ma l’accetta, all’interno della cabina elettorale, non riconosce le sfumature ma tende verso tutto ciò che è radicalmente antagonista allo status quo. Ecco il motivo dell’ascesa di Vendola e dei candidati come Pisapia e De Magistris, i quali hanno avuto gioco facile contro schieramenti raffazzonati, divisi al loro interno ed incapaci di proporsi credibilmente come forze rappresentative sui territori. Come fare ora? Crediamo che Futuro e Libertà debba ripartire, inaugurando la stagione dei suoi congressi locali, una chimera per un Pdl che si ostina a nominare segretari nelle segrete stanze, da una proposta che ponga i suoi pilastri su due punti cardine: l’Europa ed il presidenzialismo. Per non farsi travolgere dalle macerie del berlusconismo, che non saranno indolore, occorre prepararsi a riorganizzare l’area politica che, in Italia ed in Europa, fa riferimento ai valori ed ai programmi del Partito Popolare Europeo, del quale il berlusconismo non è mai stato vero interprete. Produrre una proposta seria per la riforma delle nostre Istituzioni, per dare vita alla Terza Repubblica, la quale non potrà che essere caratterizzata da una forte iniezione di Presidenzialismo. Farsi capofila della linea presidenzialista nel post berlusconismo può sembrare un controsenso, ma non lo è, perché il vero presidenzialismo, patrimonio della destra storica Italiana, affonda le sue radici a Waschington, Londra e Parigi, non a Caracas, Mosca e Tripoli, come Berlusconi voleva persuaderci che fosse. Aprire una stagione costituente, dialogando con tutte le forze politiche oggi in campo nel panorama Italiano, per arrivare ad un’impalcatura Istituzionale, ad una forma di governo ed a una legge elettorale, condivise e che ridiano lo scettro della sovranità in mano ai cittadini, intesi come individui e non come massa. Immaginiamo una terza Repubblica in cui, accanto ad uno schieramento Popolare, si contrapponga, in modo costruttivo, un’area che si ispiri al Socialismo europeo, una Repubblica presidenziale, maggioritaria, europea, aperta alle mutazioni dello scacchiere internazionale che sempre più hanno i suoi riverberi nella nostra vita quotidiana. Futuro e Libertà dovrà essere il motore del cambiamento, per ridare alla politica il suo primato sull’economia, sulla finanza, creativa e non, e su ogni ingerenza di qualsivoglia altro potere, occulto o trasparente, dello Stato.
Andrea Titti: Responsabile Circolo Territoriale di Albano Laziale di Futuro e Libertà
Pubblichiamo con piacere l'arguta analisi di Andrea Titti sulla prospettiva della terza repubblica, Futuro e Libertà conduca da protagonista la battaglia sul Presidenzialismo, Gianfranco Fini fece del rafforzamento dei poteri del Capo dello Stato un cavallo di battaglia per An. Che non passi il messaggio che Fli è un partitino solamente identitario, l'alternativa per un nuovo centrodestra si costruisce con il protagonismo e la forza delle idee !
RispondiEliminaNicola Gallo
Responsabile Circolo Territoriale Fli Frascati