Non sono giorni sereni quelli che Futuro e libertà sta vivendo. Due giorni fa l`addio del senatore Menardi, ieri quello di Francesco Pontone. Alla Camera è quasi sicuro che vada via dal gruppo Luca Barbareschi. Sì parla con insistenza di dissolvimento del nuovo soggetto finiano. Ci si aspetta che le porte girevoli, insomma, continuino ad agevolare i fuggitivi. Il Coordinatore nazionale Roberto Menia non nasconde le difficoltà, ma è convinto che il progetto di Fli sia quello giusto e utile per il paese. Dietro gli abbandoni, afferma, non ci sarebbero motivazioni politiche ma, assicura, «banali questioni personali».
Ce l`hanno con Bocchino e mollano Fini? Questa è la verità?
La verità è che siamo diventati vecchi facendo politica. Magari può dare fastidio riconoscere che uno più giovane di noi è diventato più bravo. Dopo di che anche io ho contestato alcune cose che ha fatto Italo, pensavo ad esempio che al voto del 14 dicembre non ci dovevamo arrivare, che bastava il segnale forte dell`uscita dal governo, che non bisognava dare alibi a chi dice che ci spostiamo a sinistra. Ma ora voglio dire una cosa semplice: abbiamo acclamato Fini presidente e poi vogliamo contestare il fatto che sia lui a decidere il suo vice? La divisione tra falchi e colombe, e io stavo tra le cosiddette colombe, è una fase chiusa, apparteneva a un periodo in cui c`era chi pensava che con Berlusconi si poteva ricucire e chi pensava di no. Ora tutto ciò sta alle nostre spalle. Tutti al congresso abbiamo riconosciuto che l`anomalia di questo paese è Silvio Berlusconi e che la ragione fondante di Fli non può essere il solo anti-berlusconismo. E dunque falchi e colombe non esistono più. Ci sono solo vecchi e nuovi rancori.
Si dice però che c`è tra i moderati di Fli la paura di uno slittamento dalla collocazione naturale nel centrodestra del partito. È un allarme giustificato?
Vedo che più di qualcuno vuole nobilitare la scelta delle porte girevoli con questioni che attengono alla linea politica. Ma nei tre giorni dell`assemblea costituente la linea politica espressa è stata unitaria. Al primo giorno hanno parlato Urso, Viespoli e Bocchino e hanno detto tutti le stesse cose, cioè che Fli ha i valori che si ispirano al popolarismo europeo. Quando si dice che non si capisce dove siamo collocati si dice, semplicemente, una bugia.
Però l`organigramma poteva essere fatto prima del congresso per evitare questo danno d`immagine, così chi se ne voleva andare lo faceva prima dell`assemblea di Milano.
Questo è verissimo. Io stesso avevo consigliato uno slittamento del congresso. Evidentemente Fini immaginava che saremmo stati più responsabili e invece non è andata così. Ma non credo che l`effetto del congresso sia depotenziato del tutto. La scelta di Bocchino è una scelta che ha diviso ma che ha fatto chiarezza. Noi veniamo prima di Berlusconi e andremo oltre Berlusconi. Indietro non si torna. Chi se ne va oggi fa una cosa inspiegabile: va a fare l`ambulanza di un sistema che è destinato a scassarsi.
A leggere i giornali sembrava che Fli dovesse decidere in congresso se allearsi o no con D`Alema.
La proposta l`ha fatta D`Alema, non noi. Ma le alleanze non sono le ragioni di vita di un partito. Noi dobbiamo dare l`alternativa all`attuale centro destra? E allora se andiamo a elezioni anticipate e il Pdl chiede di fare un referendum pro o contro Berlusconi noi saremmo pazzi ad andare con Berlusconi. Il terzo polo è la soluzione obbligata, è un patto di mutuo sostegno con Casini e Rutelli. Sento che tutti si sprecano in citazioni di Pinuccio Tatarella ma ricordo che era proprio lui a dire che dovevamo attrarre spezzoni del centro moderato. Di alleanze io parlerei quando si va a votare. Ora no. Ora può pure succedere che Berlusconi si renda conto che tutta la stampa internazionale scrive che è un premier screditato, che rinsavisca e si dimetta e allora si trova un altro nome che possa decentemente rappresentare l`Italia agli occhi del mondo.
Potrebbe essere Maroni questo nome più decente di Berlusconi?
Personalmente non sarei entusiasta, ma in alcuni frangenti bisogna scegliere il male minore.
Oggi si riunisce la segreteria dove Fini non ha voluto parlamentari. Una scelta condivisibile?
Sì, perché la segreteria è un fatto innovativo. Dentro ci sono persone che scrivono, studiano, si impegnano in tanti campi. Sarà uno strumento certamente utile più di una lista di nomi scelti per essere l`ombrello dei parlamentari.
I sondaggi danno Fli al 3,5%. Preoccupato?
Il berlusconismo è costruito sui sondaggi, se noi dobbiamo andare oltre, dobbiamo evitare di inseguire gli umori occasionali. L`unica cosa che conta è il momento in cui gli italiani si esprimono con un voto libero e responsabile. Noi abbiamo immaginato con coraggio un`alternativa al centro destra attuale. La frana di Berlusconi sarà inevitabile e gli elettori si guarderanno intorno e guarderanno a noi. Se fossimo così irrilevanti, allo 0,01 per cento, non sarebbe partita la campagna di distruzione dell`immagine di Fini. Ora fanno commenti irridenti su di noi? Li facciano pure. Loro ridono, ma non hanno capito che sta finendo il loro ciclo e non certo il nostro.
di Annalisa Terranova
da il "Secolo d'Italia" del 18 febbraio 2011
Risposte chiare, senza infingimenti !
RispondiEliminaUn'analisi chiara sulla situazione politica attuale di Roberto Menia al Secolo d'Italia !