domenica 20 febbraio 2011

L'ITALIA OLTRE BERLUSCONI C'E' GIA'. PERSINO A SANREMO

Lo diciamo da un paio d'anni, ormai: l'Italia OLTRE Berlusconi c'è, c'è sempre stata. Ora ne abbiamo le prove, e arrivano dal posto che non ti aspetti, da Sanremo, dal palco dall'Ariston. Sì, perché se il Festival lo vince Roberto Vecchioni, e per giunta trionfando al televoto popolare, allora qualcosa è cambiato davvero in questo paese fermo e ripiegato su se stesso. “Questa maledetta notte dovrà pur finire”, ha intonato con rabbia appassionata il cantautore milanese. Sì, questa maledetta notte, tra la gente, è finita già. Manca solo un atto formale, un risveglio generale da un incubo che fortunatamente non ha più la forza di sopravvivere. Sono solo canzonette, lo sappiamo. Le letture politiche di un evento come quello sanremese sono pericolose, strumentali, un po' ipocrite. Ma dopo due anni di vittorie “defilippiane”, con due Amici a trionfare attraverso il televoto, quello che è successo ieri sera ha del miracoloso. 

Vecchioni diventa così il frontman di una rivoluzione pacifica e piena di speranza, di una rivolta nazionalpopolare, badate bene, e non delle élite. Per chi si appella alla “sovranità popolare”, il televoto dovrebbe essere il massimo del godimento: chiunque può esprimere la propria preferenza, dall'operaio all'intellettuale, dal ragazzino all'anziano. Ecco, e la “sovranità popolare” ha deciso che anche Sanremo può finalmente mandare in archivio la retorica anche musical-televisiva del berlusconismo più becero. Niente sole-cuore-amore, dunque. Vince un testo che parla sì di sentimenti, ma declinati attraverso l'impegno civile, la forza di reagire a uno stato di cose che non può più essere tollerato. In quattro minuti di poesia, c'è tutta l'Italia di oggi, imbolsita, polverosa, stanca e senza forze. Ma c'è anche quella piccola scintilla di rivolta morale che ha trovato faticosamente spazio tra le scenografie di cartapesta di un berlusconismo che si ostina a descrivere la realtà secondo il gusto del Caro Leader.

Ebbene, anche l'Ariston ha capito che non è così, che il nostro paese deve riscoprire la Qualità, la Bellezza, il Merito, l'Arte. Anche nelle canzonette, perché no. Le rivoluzioni, tutte, quelle pacifiche come quelle più sanguinarie, partono sempre dal basso. E soprattutto con il berlusconismo l'operazione di superamento deve necessariamente partire da lì. Se non rieducheremo le nostre menti a standard alti di convivenza civile, rispetto e tolleranza, non supereremo mai il berlusconismo, a prescindere da Berlusconi. Ecco, Vecchioni ha vinto un concorso canoro e, nello stesso momento, ha dato il la, forse definitivo, al risveglio delle coscienze dell'Italia nazionalpopolare. “Questa maledetta notte, dovra pur finire”, dicevamo. Sì, sta per arrivare l'alba che attendiamo da così tanto tempo. E quando arriverà, noi saremo lì a godercela. Perché in fondo, falsa modestia a parte, abbiamo dato il nostro piccolissimo ma appassionato contributo al suo agognato ritorno.


di Domenico Naso


da www.ffwebmagazine.it

1 commento:

  1. Domenico dice bene:

    "il nostro paese deve riscoprire la Qualità, la Bellezza, il Merito, l'Arte"

    Come non condividere ???

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