Avere la possibilità, in piena libertà, di poter valutare e decidere dovrebbe essere scontato, dovrebbe essere il tassello reggente l’intero sistema politico di un partito democratico.
La libertà di mettersi in gioco e di sottoporsi alla valutazione dell’elettorato, per un’aspirante candidato, dovrebbe essere stimolo per fare meglio, è il fascino della competizione, ma soprattutto, poi, la certezza di essere stati scelti, non nominati.
La politica è partecipazione, non imposizione, e un candidato dovrebbe sempre sottoporsi al giudizio della base, e non al gradimento del suo capo di partito. Premesso poi che un partito politico non dovrebbe avere capi, ma leader. E il leader non è chi comanda, ma chi meglio interpreta in primis i valori del suo partito, poi chi meglio li esprime e infine chi è certo di essere stato scelto, non caduto dall’alto.
Partecipazione attiva non significa eseguire gli ordini di partito per ubbidienza, bensì esprimere il proprio parere per convinzione, in prima persona. E quale strumento esiste per un movimento politico migliore delle primarie, per sintetizzare al meglio questi principi democratici di partecipazione e convinzione? Le primarie, finora (come i diritti civili) sono stati regalati alla sinistra che ne ha fatto suo vessillo. Un partito che nel nome aveva l’ambizione e la nobiltà di esprimere le due parole “popolo” e “libertà” ha sempre precluso questa facoltà al suo elettorato.
Non bastasse, ha tolto anche il diritto di poter esprimere la sua personale preferenza indicando il nome del suo candidato alle elezioni.
Futuro e Libertà, con il Manifesto per L’Italia e con l’entusiasmante iniziativa di scendere in piazza, tra la gente e con la gente, per promuoverlo e farlo sottoscrivere il 20 e 21 Novembre, a Salerno ha deciso di abbinare all’iniziativa anche e per primi, le Primarie per la scelta del candidato sindaco in vista delle amministrative di Primavera.
E’ un segnale questo di chiara e netta distinzione tra la politica passiva dell’attuale centrodestra, con quella attiva e consapevole che il Presidente Fini, caparbiamente assieme ai parlamentari di FLI, vuole ambiziosamente e definitivamente lanciare. Altro che circoli della Libertà, o difensori del voto o squadre della libertà, finora solo apparati “cartacei” ispirati più per obbedienza e convenienza che per convinzione e partecipazione.
A Salerno le Primarie sono organizzate non con fondi di partito, ma con l’entusiasmo e la passione dei ragazzi dei circoli di Generazione Italia, del movimento giovanile, e vedrà fianco a fianco i candidati con i coordinatori, gli iscritti con i cittadini. Il 20 e il 21, comunque vada a finire, sarà comunque una vittoria. La vittoria della democrazia e della politica, quella vera.
di Adriano Falanga
Complimenti agli amici di Salerno, il territorio deve avere voce in capitolo nella scelta dei propri candidati da presentare alle tornate elettorali !
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