sabato 20 novembre 2010

VOI MI CHIAMATE TRADITORE, MA IO NON VI SEGUO NELLA POLITICA DEL RANCORE

Quanti tra i denti mi apostrofano come un traditore? Quanti di coloro che sono stati con me militanti di An, quanti di coloro che sono stati la mia classe dirigente, da quel settembre del 2000, momento della mia prima tessera di An, avevo 18 anni, mi considerano tale, dal momento in cui ho seguito il Presidente Fini in Generazione Italia e quindi in Futuro e Libertà? Tanti, molti di più di quanti si palesano apertamente credo, pochi tra quelli che mi conoscono personalmente in verità. Non è un tratto personale, l’appellativo del traditore lo avete etichettato a tutti noi, a tutti coloro che hanno scelto Futuro e Libertà. Ciò che fa più male è sentirselo dire da chi consideravi la tua classe dirigente, alla quale per anni hai dato tanto di te, del tuo tempo, delle tue energie, del tuo denaro, e per un ragazzo di 20 anni non è irrilevante la cosa. Vorrei rivolgermi a voi, a quella che è stata la mia classe dirigente, a voi che ora mi additate come traditore, siete sicuri che è questa la strada giusta per un confronto politico sano? Potrei ribattere le vostre accuse con la stessa moneta, potremmo rinfacciarci il “tradimento”, ogni nefandezza, vera o presunta, potrei farlo, ne avrei argomenti e dati fattuali per dimostrare le mie ragioni, potrei farlo perché non sono ricattabile da nessuno, perché non ho mai chiesto ne mai ottenuto nulla usando a pretesto il mio impegno. Potrei, ma non lo farò. Mi sono sempre tenuto alla larga dai legami tra economia e militanza politica, non ho mai chiesto raccomandazioni a nessuno, ne per me ne per altri, mi sono sempre e semplicemente reso disponibile con tutti, mettendo le mie pochissime capacità al servizio della causa, senza giochini, con umiltà. Spesso mi si è rimproverato proprio perché non chiedendo mai nulla venivo soventemente scavalcato da altri o comunque non ricevevo una considerazione pari al mio impegno ed ai miei risultati. Non mi sono soffermato mai su molte mancanze di rispetto personale, su molte, troppe sufficienze: “meglio curare chi chiede perché tanto si sa che Andrea è sempre li a disposizione e non alza mai la voce ne il prezzo”. Mi permetto di dare a questi tanti amici un consiglio spassionato: “voi soventemente confondete le convinzioni col servilismo”, scambiate il mettersi al servizio di una causa in cui si crede con l’inettitudine, poi però, quando l’inetto prende cappello e se ne va, per convinzione e non per convenienza, lo si apostrofa come traditore. Amici così non andrete lontano, questa logica “amico nemico”, sarà la rovina della politica Italiana, e anche della vostra carriera politica, solo in apparenza brillante. Siete liberi di considerarci e considerarmi un traditore, sappiate che io non scenderò a questo livello, da me non si udirà mai qualcosa che risuoni come un insulto personale verso chi, militando ad ogni livello in An, farà scelte diverse dalle mie. La politica del rancore la rifiuto, si ha rancore quando non si ottiene da qualcuno qualcosa che si riteneva ci dovesse essere data, io non ho fatto mai politica per prendere, e questi anni, pochi o tanti che siano stati, ne sono incontestabile testimonianza. La derisione ed il dileggio li lascio ai poveri di spirito, ai deboli di idee e di autonomo pensiero. Chi sputa in aria prima o poi riceverà su di se il frutto del suo gesto. Chi vive di risentimenti si ritroverà ben presto solo, abbandonato dai tanti cortigiani non appena non potrà più garantir loro la “protezione” che il momentaneo potere gli concede di dare.

di Andrea Titt

Responsabile Circolo Territoriale Generazione Italia verso Futuro e Libertà di Frascatii 

1 commento:

  1. "Io non vi seguo nella politica del rancore"

    Bravo Andrea, non deve essere Fli il partito del rancore, come ama dire il nostro coordinatore regionale Antonio Buonfiglio, ma un veicolo di proposte e soluzioni concrete per le realtà territoriali !

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