VOCI DA PERUGIA
E proprio perché la sensazione è quella di chi, dopo un lungo periodo lontano dal focolare, rientra e rincontra idee e concetti a lui familiari e molto più congeniali e sente il bisogno di discutere per ritrovare quella smarrita armonia. Noi, all’indomani del “rimpatrio”, sentiamo l’esigenza di approfondire alcuni di quegli aspetti che hanno caratterizzato il primo passo di un “fanciullo” che davanti a sè ha tanta, anzi parecchia, strada da fare. Perché Perugia segna solo l’inizio del cammino di Futuro e Libertà e se il buon giorno si vede dal mattino, sicuramente il nostro risveglio ha bisogno di una più abbondante colazione. Indubbiamente tante cose vanno riviste e rimodulate a partire, a parer mio, dal confronto diretto tra eletto ed elettore. Ci sarebbe piaciuto poterci confrontare di più, in una sorta di commissioni nelle quali gruppi di semplici uomini, operai del volontariato politico, avrebbero potuto discutere ed elaborare i punti proposti dal Manifesto per l’Italia e la cena che AreaNazionale nella sera di sabato 6 novembre ha voluto consumare, ne è la conferma. Una cena dove è stato esaudente vedere tavolate nelle quali i commensali si confondevano tra parlamentari e “comuni mortali” che come vecchi amici, scambiavano quattro chiacchiere discutendo di politica e non solo tra una portata e l’altra, un’esperienza innegabilmente da ripetere che potrebbe essere un utile esempio a quella politica che troppo si è allontanata dalla propria base.
Ci piacerebbe, ancora, dopo avere ascoltato tante e forse troppe, “belle parole”, che adesso si passasse dai palchi e contro palchi, dove è più semplice cercare facili consensi sventolando miriadi di citazioni ed eufemismi volti solo ad infervorare qualche “esaltato in più”, al lavoro vero operato sul territorio, producendo quindi fatti concreti generando così risposte reali ai tanti appelli rivolti da quel popolo che arranca verso la propria, non facile, prospettiva di vita. E poi i giovani, sempre chiamati in causa e messi in primo piano nelle intenzioni, ma sempre troppo poco considerati propriamente. A tal proposito, sarebbe utile capire la matrice di certe scelte, scelte che vedono gli over 30, ancora molto under 40, posizionati in una sorta di limbo e messi lì quasi a scontare colpe altrui; derivanti forse da esperienze di militanza passata che, evidentemente, hanno leso la suscettibilità di qualche ex prodigioso dirigente. Ma su questo, solo una considerazione ed un consiglio a quei tanti ragazzi che si cimenteranno in una esperienza sicuramente formante. Considerato, dunque, che gli organi dirigenti dovranno (o dovrebbero) essere eletti con votazione, cosa cambia se a candidarsi come giovane dirigente sia una ragazza o un ragazzo di 28;29;30;31 o 32 anni, se alla fine “vince (o dovrebbe vincere) chi ha i numeri e le competenze per vincere?” L’unico consiglio, invece, che sento di dare ad un giovane che sceglie d’intraprendere questa strada è semplicemente quello di preferire sempre l’operato reale, concreto, coerente ed equilibrato accompagnato dalla genuina voglia di mettersi in gioco per dimostrare il proprio valore.
Ragionando invece sul discorso del presidente Fini, con il quale domenica 7 novembre ha sciorinato le ragioni dell’essere e del dover essere di FLI, il passaggio che più di tutti semplifica la prospettiva del nostro orizzonte e sancisce il nostro effettivo rientro a casa, lo si può riscontare nel punto in cui ne viene chiarita la collocazione. Non una formazione subalterna alla cultura della sinistra, ma una concezione di centrodestra che va oltre il PdL e che intende incarnare quel moderatismo italiano, liberale e riformatore. Per fare meglio e limare e ordinare tanti aspetti occorre tempo, tanto tempo e anche se, considerata l’attuale congiuntura politica, non è che ce ne sia così tanto, dovremo trovare il modo di riuscire a conciliare le tante diversità e divergenze che caratterizzano le energie che compongono questa famiglia che aspira a proseguire unita il cammino verso il prossimo futuro. Alla fine poi, comunque, una riflessione più profonda e del tutto personale, si sofferma sulle tante persone, i tanti amici vecchi e nuovi, sul loro affetto e sulla loro disponibilità, amici ai quali va tutta la mia stima. Cari amici, a tutti voi, grazie.
di Ivan di Biase
Ci siamo sentiti tutti di nuovo a casa sabato e domenica a Bastia Umbra, dove costruire un centrodestra nuovo che darà spazio ai giovani impegnati sul territorio !
RispondiElimina