Parlare oggi di tutela dell’ambiente e di difesa della natura non è più un sacrilegio. O meglio, non è più considerato eretico l’elettore di Destra sensibile all’ecologia. Molti pregiudizi sono stati spazzati via nel corso degli ultimi anni, soprattutto grazie all’impegno di cittadini, di associazioni e di imprese che hanno cercato di declinare in una nuova accezione il concetto di ‘ambientalismo’. Fino all’inizio di questo decennio l’unica ‘Green Policy’ è stata quella del boicottaggio, dell’interdizione, del voler dire no a tutti i costi; non si è messo in atto alcun progresso in campo ambientale, anche per tutelare vecchie lobbies imprenditoriali che basavano il proprio profitto esclusivamente sul mantenimento di uno status quo, seppur distante anni luce da ogni logica di buon senso e dalle recenti politiche sviluppate ed imposte a livello comunitario. Oggi la Destra riscopre il sapore del verde. Verde ecologia, verde ambiente, verde mondo.
E la valorizzazione di queste tematiche, così complesse ma anche così urgenti, rappresenta una sfida per il neonato FLI. Il verde è il colore predominante nell’ovale che simboleggia il movimento, un’assoluta novità per la Destra italiana. La tutela dell’ambiente è certamente una delle questioni più importanti che qualsiasi Paese si appresta ad affrontare nel futuro più prossimo, ed è anche un tema estremamente affascinante perché riguarda l’eredità che lasceremo ai nostri figli. Oggi ci siamo avviati verso una rimodulazione positiva e propositiva del concetto di ‘ambientalismo’, finalmente non più appannaggio di movimenti estremisti, oltranzisti e di nicchia. Non è più l’ideologia a dare l’imprinting al concetto di tutela dell'ambiente, ma è l’idea di sviluppo che FLI vuole proporre, coltivare ed incentivare per assicurare al nostro Paese una politica ambientale che garantisca un futuro degno di essere vissuto alle generazioni che ci succederanno. Grazie alla scoperta e all’utilizzo di fonti energetiche alternative e ad un nuovo approccio agli studi ambientali, abbiamo scongiurato gli scenari esiziali che ci aveva prospettato il Club di Roma, negli anni ’70, col Rapporto Meadows, ma non possiamo ignorare che quegli studi ci avevano posto per la prima volta davanti ai possibili, probabili e, per certi versi, ineluttabili “limiti fisici del Pianeta”.
Se è vero che con lo sviluppo tecnologico siamo riusciti a scongiurare il pericolo della totale rarefazione delle risorse naturali, è vero anche che occorre prestare maggiore attenzione e più sensibilità nei confronti della salute del nostro Pianeta. La preoccupazione ambientale è legata a doppio filo a quella economica e a quella sociale, e lo strumento col quale dobbiamo agire ed operare nel settore della tutela dell’ecosistema mondiale è la politica. Non sarà facile compiere certe scelte e risolvere certe questioni, e soprattutto non sarà semplice attuare una rivoluzione copernicana nell’ambito delle politiche che hanno fin ora regolato il sistema-ambiente. FLI ha tra i suoi obiettivi prioritari tracciare un percorso di sviluppo garantito e sicuro, che rifugga da qualsiasi logica oltranzista o ideologica e che punti esclusivamente a tutelare la salute del nostro Paese.
di Fabrizio Penna
La tutela dell'ambiente non è un argomento a tutela esclusiva delle forze progressiste !
RispondiEliminaE' una sfida che deve cogliere Fli, basta con i no a prescindere ed immotivati è tempo di passare alla proposta concreta, l'ecologia è un valore universale !