Però a giudicare dalla gestione politica di questo evento gigantesco mi viene da dire: Avrebbero meritato di più i Turchi. Appena è stata scelta Milano si è subito scatenata una corsa all'appalto e alla poltrona vergognosa, premiata da criteri di selezione discutibili, che non guardavano tanto alle competenze gestionali quanto più al colore politico e alle "quote". Quando in Italia si muovono dei soldi, si sa, si muovono anche degli interessi, spesso poco puliti. Quando si parla poi di 20 miliardi di euro da spendere in infrastrutture, in barba alla crisi, e di eventi da quasi un miliardo, investire nell'expo fa gola a molti. Ovviamente ci sarà, si auspica, un ritorno economico, grazie ai turisti e agli investitori stranieri, tuttavia rimane da porsi qualche domanda sulla gestione dell'evento da parte del comitato organizzatore.
La Soge, la società che si occupa di allestire le infrastrutture, ha assunto un numero spropositato di persone (80 contro le 20 che lavorano per il progetto pedemontana) con uffici da 5.000 mq. Il rischio di infiltrazioni mafiose resta alto, anche se il ministero dell'Interno ha approntato apposite misure per combatterlo. Tuttavia la 'ndrangheta, l'organizzazione più forte in Lombardia, agisce in maniera silenziosa ed efficace, come testimonia il recente scioglimento della giunta di Desio (MB) per infiltrazioni, e sarà difficile che la politica riesca a stare lontana dalla prospettiva di facili guadagni. Come se non bastasse è arrivato il pignoramento del logo per 20.000 euro di biglietti aerei non pagati. Insomma, l'EXPO 2015 e i suoi amministratori si trovano davanti a un bivio: Dare una svolta e iniziare a lavorare bene e con serietà, lasciando da parte gli sprechi e il colore politico, oppure continuare con questa gestione raffazzonata e poco virtuosa, che pensa più a piazzare amici degli amici sulle poltrone che a reperire i fondi necessari alle infrastrutture e ad una gestione corretta dei terreni. Spetta solo a loro decidere, speriamo siano consapevoli che in gioco c'è il futuro di Milano, della Lombardia e dell'Italia intera.
di Stefano Basilico
Spettacolo poco edificante, la svolta è necessaria e doverosa, non si può sprecare un'occasione come quella dell'Expo meneghino del 2015 !
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