mercoledì 1 dicembre 2010

C'E' GENTE CHE NON HA CAPITO CHE L'ARIA E' CAMBIATA

Per qualcuno il tempo non passa, e rimane il conforto delle identità passate


C'è gente che non l'ha capito o non lo vuol proprio capire che qualcosa sta cambiando. Che il cambiamento a questo punto è necessario o meglio, indispensabile. Tappa obbligata per un paese che, ritrovatosi a un bivio fondamentale, vuole diventare altro dimenticandosi di una politica fatta di scontro e propaganda, di poltrone e cariche, di tessere e voti. Certo, obietterà qualcuno, senza voti non si hanno le poltrone e senza le poltrone non si può né governare né opporsi tanto meno essere presenti là dove le decisioni si prendono. Vero! Ma c'è modo e modo.
Se al potere si arriva grazie a chi, in fondo in fondo, a quel che dici non ci crede mica tanto; a chi, in fondo in fondo, pensa che ora si stia parlando in un modo ma che poi non si può essere così diversi da ciò che si era e, allora, sono gli altri a non aver capito nulla e che tu fai bene a rimanere ancorato a un passato che deve essere il presente e che diventerà futuro beh... se questa sarà la base, se da lì arriverà il consenso difficile sarà il cambiamento.
C'è gente fermamente convinta che le parole dette o scritte rimarranno tali, che i fatti saranno altro e che il futuro sarà semplicemente il ritorno a un passato conosciuto, comodo, facile da percorrere proprio perché note le sue modalità. E sta già affilando le proprie armi, le solite armi. Che sono la corruzione e la compravendita dei voti, che sono il promettere sgabelli e poltrone a chi garantirà il consenso, che sono l'affidarsi all'ignoranza piuttosto che alla conoscenza, che sono coloro che un simbolo vale l'altro. Nel più totale egoismo. Quell'egoismo che è il male di questo paese, quell'egoismo che ci fa pulire casa mentre lordiamo le strade, quell'egoismo che non sa che la mondezza è di tutti, quell'egoismo che ti fa guardare al tuo domani ma non al dopodomani degli altri. 
C'è gente da qualche parte, in giro per l'Italia, che quest'aria di nuovo non l'ha nemmeno annusata, che i manifesti dei valori nemmeno li ha letti, che i tanti discorsi fatti sì, magari li ha sentiti e pure applauditi ma probabilmente non li ha compresi.
C'è gente che al futuro ci pensa sì, ma da intendersi come proprio, che vede in un nuovo simbolo un'altra tettoia sotto la quale ripararsi per occuparsi del proprio orticello incurante di ciò che nel mondo accade.
Poi... c'è gente che ha capito. Che il nuovo lo vuole. Che nel nuovo crede. Che per il nuovo sta lavorando. Che non si presenta dicendo "io nell'Msi ci stavo quando tu ancora non eri nato e siccome sei 'comunista' che diritto hai di credere in ciò che un uomo di destra dice?". Destra... sinistra... ancora... in un balletto senza fine, un balletto che non ha più ragion d'essere. Perché c'è gente, e c'è n'è tanta, che  un futuro diverso lo vuole. E lo vuole veramente.

di Susanna Blättler
da www.ffwebmagazine.it

1 commento:

  1. La politica deve cambiare tornando a parlare alla gente, pensando a risolvere i problemi concreti dei territori, andando oltre le ideologie e pensando al futuro della comunità !

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