di Alessandro Campi e Sofia Ventura
domenica 19 dicembre 2010
INTELLETTUALI FINIANI INVITANO IL CAPO A NON MORIRE DEMOCRISTIANO
“Se il terzo polo è soltanto una diga parlamentare, tattica, non serve a nulla. Ma se adesso lo si riempie di contenuti, lo si trasforma nel centrodestra concorrente, ma non nemico, di Silvio Berlusconi, allora, dopo la sconfitta, per Gianfranco Fini sarà una ripartenza. Ma è necessario uscire dal Palazzo e dal suo formulario stantio”. “Questo polo della responsabilità è una risposta emergenziale e difensiva all’avanzata minacciosa di Berlusconi. Per questo direi che bisogna andarci cauti. Il rischio è che tutta la strada che abbiamo fatto in questi anni, con Fini e con FareFuturo, si perda. La nostra idea è sempre stata quella di costruire un centrodestra moderno e diverso da quello berlusconiano. Sicuri che questa sia anche l’idea di Casini? Cosa resta del presidenzialismo, del bipolarismo, della laicità? Sicuri che il gioco all’interno del Palazzo, e dei suoi codici, alla fine paghi davvero?”.“L’Udc ha un progetto neodemocristiano, proporzionalista. Noi non siamo mai stati proporzionalisti e democristiani. Sarà complicato poter convivere con personalità espressione dell’ortodossia cattolica come, per esempio, Paola Binetti. Certo non è impossibile. Ma ci sono ancora troppe incognite e ambiguità. Non è chiaro, per esempio, se anche gli amici dell’Udc sono d’accordo sull’idea di costruire un partito alternativo al Pdl, che sia piantato come un chiodo nel bipolarismo”.“Mettiamola così,se il terzo polo è la mera somma algebrica di Fli, Mpa e Udc è tutto un tragico sbaglio. Se la molla che fa scattare tutto è la necessità di sopravvivere e mettere i bastoni tra le ruote di Berlusconi, non si va da nessuna parte. Non sono queste le caratteristiche di un progetto ambizioso, come quello che da anni coltiva Fini. Tuttavia una sintesi cattolico-nazionale, con l’Udc, è possibile. Ma bisogna comunicare l’idea che non si tratta di una manovra di Palazzo, ma di un progetto duraturo e articolato”. Come si fa? “Con un’assemblea costituente, per esempio. Con dei seminari, degli incontri di studio, delle tavole rotonde. Il punto è che bisogna porsi ‘oltre Berlusconi’ ma liberandosi dall’ossessione di Berlusconi. Bisogna essere competitori del Pdl, senza essergli nemici. Deve essere una sfida tutta interna allo stesso recinto. Altrimenti non serve, non funziona e non funzionerà”.
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"Il punto è che bisogna porsi "oltre Berlusconi" ma liberandosi dall'ossessione di Berlusconi. Bisogna essere competitori del Pdl, senza essergli nemici. Deve essere una sfida tutta interna allo stesso recinto"
RispondiEliminaBisogna ripartire dai contenuti, creando l'alternativa al centrodestra attuale, rimanendo nella schema del bipolarismo !