Si tratta di un argomento che merita tutto il nostro rispetto e se non fosse per l’arretratezza che il nostro paese vive nella tutela dei diritti civili credo che meriterebbe non il clamore della prima pagina ma piuttosto la pace e la serenità che dovrebbero circondare gli ultimi attimi della nostra vicenda terrena. O per lo meno a me piacerebbe così: che questi ultimi attimi fossero vissuti nell’intimità e nella vicinanza di chi mi vuol bene, certo che ho lasciato tutto a posto senza troppi sconquassi e che quindi ora posso abbandonarmi dolcemente e varcare la soglia.
Ecco perché penso giusto disporre – nell’eventualità che non sia in grado di esprimere la mia volontà - sulle cure che vorrei o non vorrei mi fossero somministrate in caso di malattia terminale oppure in ogni altro caso in cui la permanenza terrena per le condizioni pratiche in cui si svolgerebbe la mia vita non risponda più al concetto che io mi sono fatta di una esistenza, per quanto possibile, libera e dignitosa. In modo da salvaguardarmi da ogni pratica lesiva di questa mia volontà e che, nel mio concetto, costituisce solo accanimento terapeutico. Credo che questo mio atto di ultima volontà – se e quando la legge mi consentirà di esprimerlo – non sarebbe nell’intenzione e neanche sarà un modo meschino di prorogare la mia personalità oltre le capacità che madre natura mi riconoscerebbe nell’ultima parte della mia vita ed anzi liberebbe dalla responsabilità di una scelta dolorosa i miei familiari e anche i medici curanti. Poco importa se la legge li tutela: io credo che molti di questi medici e terapeuti abbiano un’elevata coscienza civile e professionale e che si sentirebbero sollevati se potessero adottare le scelte di trattamento sanitario con la consapevolezza della libera volontà del loro paziente. Purtroppo in questo stato, nella nostra Bella Italia , i cittadini sono privati di questo elementare diritto e per farlo riconoscere ai propri cari, i familiari sono costretti ad affrontare lunghe, estenuanti battaglie giudiziarie a cui si aggiunge un clima intimidatorio e dilaniante di quella parte di società civle che vuole disporre su questo ultimo atto di vita di altri, arrogandosi un diritto che non si sa quale base etica abbia. Ecco perché c’è necessità di una battaglia civile ed anche gridata. Nonostante la violenza che questo può comportare al desiderio di pace e di serenità che sopra ho espresso, solo questa battaglia potrà consentire, in un futuro che mi auguro vicino, la pacificità di accettazione e di pratica di questo nuovo diritto . “Liberi di scegliere” è una opzione che si affianca alla battaglia parlamentare del Senatore Marino per l’approvazione del suo DDL, l’unica proposta che degnamente ci rappresenta in un momento di nostra patente debolezza, quando ancora siamo persone ma, per il solo fatto di essere in un letto di ospedale e non potere esprimere i nostri sentimenti, già siamo scippati della ” libertà di scegliere”. Sono grato agli amici che si uniranno a noi in questa causa
di Andrea Panciroli
Generazione Italia Frascati si unisce all'amico Andrea Panciroli in questa battaglia di civiltà !
RispondiEliminaAttenzione!!! per puro caso, leggendo le bacheche dei miei amici su facebook, mi è capitata sotto gli occhi questa immagine: http://img607.imageshack.us/img607/8118/pancifail.jpg
RispondiEliminache a quanto pare dimostra che l'effettivo autore di questo testo non è andrea panciroli!!!
Ecco la fonte originale del testo, scritto da una donna: http://liberidiscegliere.wordpress.com/2008/12/13/perche-sono-a-favore-del-testamento-biologico/
OCCHIO AGLI IMPOSTORI!!!! SIAMO PROPRIO IN ITALIA!!!!
Chiara, ho letto solo ora il tuo commento !
RispondiEliminaHo appena invitato Andrea via mail a scrivere qui per spiegare l'accaduto, e lo faccio anche qui con questo commento !
In ogni caso il Circolo ed io come responsabile condividiamo il testo pubblicato !
Nicola Gallo
Responsabile Circolo Territoriale Generazione Italia verso Futuro e Libertà di Frascati