giovedì 30 dicembre 2010

UN PENSIERO SULLA LAICITA'

Interessante il dibattito che in rete ha coinvolto le anime di Futuro e Libertà. Nonostante il torpore politico natalizio, e le comiche del fido Belpietro (figuriamoci se commento) il dibattito si è però accentuato quanto alla posizione futura di FLI sui temi etici, e riguardanti la libertà individuale della persona.


Sia Libertiamo che Fare Futuro che Area Nazionale hanno pubblicato diverse opinioni riguardo alla visione di laicità e il collocamento di FLI in questo contesto. Devo dire che personalmente trovo entrambe le discussioni condivisibili anche se la mia posizione è più vicina a quella espressa da alcuni parlamentari FLI, i quali hanno si riaffermato il sacrosanto principio alla laicità, ma ribadendo che questa non può non considerare quella che è la cultura cristiana di un popolo, non solo italiano, ma europeo.


Ed è giusto. E lo è perché essere laico è un dovere di uno stato liberale, laicità significa neutralità, rispetto delle diversità e giustizia sociale. Laicità è sinonimo di libertà, uno stato liberale ha il compito di occuparsi della sua comunità, tutta, ma non può mai scendere a legiferare su ciò che è la singola libertà dell’individuo. Su scelte del tutto personali che riguardano esclusivamente chi si ritroverà a dover prendere.


Un partito laico, si chiede, deve rappresentare tutti, indifferentemente dal credo religioso o orientamento sessuale. Questo mi trova d’accordo, perché è solo in questo modo che un partito è realmente libero e liberale, democratico e partecipativo. Ma la laicità non può prescindere da quella che è la cultura, la storia e la tradizione di una comunità. Certo è che non può lasciarsi influenzare, ma neanche non può non tenerne conto. Essere laici non significa discriminare la propria cultura per favorirne un’altra. Anche perché riconoscersi nella cultura cristiana va ben oltre l’appartenza o meno alla Chiesa cattolica. E non possiamo neanche appellarci alla laicità per eventuali dissidi verso la Chiesa intesa come Istituzione.


Fermo restando però il totale rispetto per tutte le posizioni, e ribadendo che sono sinceramente contento di questa dialettica aperta e costruttiva, io suggerisco una soluzione, semplice ed estremamente laica.


Un partito liberale, dicevamo, non può avere una linea politica delineata su ciò che concerne prettamente la libertà dell’individuo di decidere per se stesso. Perché ogni individuo ha proprie sensibilità e convinzioni e deve essere lasciato libero di poterle esprimere. Quindi, a mio avviso sarebbe doveroso lasciare libertà di voto sulla bioetica e tutto ciò che riguarda la libera scelta di un individuo per ciò che riguarda esclusivamente la propria persona.

di Adriano Falanga

1 commento:

  1. Ampiamente, se non totalmente, condivisibile il pensiero di Adriano Falanga sul dibattito sull'etica che imperversa in questi giorni di festa sul web ed intorno Fli e tutta la politica italiana !

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