Opinionisti, esperti e sondaggisti, sin dalle prime avvisaglie della formazione del grande movimento che si stava creando intorno a Gianfranco Fini, si sono cimentati nell’arduo compito di capire quanto possa pesare elettoralmente questa nuova realtà politica. A parte chi sproloquia in perfetta malafede e per conto “terzi”, la maggior parte di loro si è espressa accreditandoci in una forbice tra il 4 e l’8 %. Senza però tener conto che io non ho ancora parlato con il mio giornalaio. Per capire l’estrema importanza di questo colloquio, è opportuno spiegare chi è il mio giornalaio. Non è a capo di una lobby o un venditore di pacchetti di preferenze, è una persona “qualsiasi” con tanto buonsenso e che, nel corso degli anni, si è sempre riconosciuto nei miei valori (dal M.S.I. ad A.N. fino al P.d.L.). Allo Stato chiede solo di poter lavorare con dignità e con serenità. Ritiene che gli extracomunitari che lavorano onestamente debbano essere integrati e che Di Pietro debba essere invece rimpatriato, perché da quello che dice e dai toni che è solito usare, lo considera un extraeuropeo. Anche se li vende, legge poco i quotidiani e ancor meno quelli palesemente schierati; preferendo, quando capita, una bella chiacchierata con me sulla politica nazionale e locale. Sono certo che ognuno di noi, dall’ultimo iscritto ai parlamentari, ha moltissimi contatti non ancora “attivati”: possibili elettori ai quali presentare il nostro progetto. Persone che si fidano di noi e che ci stimano e in alcuni casi aprioristicamente convinti che la nostra proposta politica sarà sempre la più “pulita”. Ebbene quello che voglio chiarire è che, per la mancanza oggettiva di tempo, la stragrande maggioranza di queste persone disposte quantomeno ad ascoltarci e poi eventualmente a seguirci, ancora non è stata contattata. E se nel frattempo sarà intervistata quasi tutti diranno di votare P.d.L. o qualche altro partito.
Quindi il 4 o 8 % sulla base di una visione politica, senza la “struttura partito” organizzata, è in realtà tantissimo. Mi ricordo che il primo sondaggio dava agli inizi del ’94 F.I. al 5 % e poi sappiamo come andò a finire, pur con una classe dirigente quasi inesistente.
Noi invece partiamo già da una base di “supporter” forgiata in anni di militanza e integrata da un fiume in piena di tante nuove persone che si stanno avvicinando a noi con tanto entusiasmo, ma alla prima esperienza.
Ci sono tutte le condizioni per guardare con fiducia ai futuri traguardi elettorali e siamo certi che otterremo risultati gratificanti. Siamo tutti chiamati a fare del buon proselitismo, a metterci la faccia e tanta pazienza, per depurare mesi di veleno giornalistico e cattiva informazione. A investire un po’ del nostro tempo anche per andare a parlare con i rispettivi “giornalai” o parenti, colleghi di lavoro o semplici conoscenti.
A battere il territorio e consumare le suole, si diceva una volta. Anche questa è Etica Politica.
di Giuseppe Murolo
La militanza e la cura del territorio sono valori fondamentali trascurati per troppo tempo !
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