Sulla scia di alcune dichiarazioni ed esternazioni espresse negli ultimi tempi da esponenti e schegge di Destra, cosddetta finiana, è bene riflettere. Come bene fa notare in un articolo chi scrive delle prese di posizioni di alcuna stampa “a noi vicina”, che smaliziata si diverte a cavalcare tutte le proteste contro il Governo sposando teorie e campagne ben care alla sinistra, è ormai un dato di fatto. Quello che rimbomba poco chiaro, però, è intuire qual è l’orizzonte che Futuro e Libertà intende osservare perché alcuni “errori” del passato non possano ripetersi.
La stella polare da seguire, si è detto, è la visualizzazione di un soggetto innovativo, non un partito fondato su schemi piramidali, ma appunto, un movimento partecipato in grado di aggregare idee che guardino al bene dell’Italia, un vero e proprio spazio libero ed aperto … aperto fin quanto, però, al momento non si sa! Oggi la linea di quell’orizzonte a cui il nuovo soggetto intende rivolgere lo sguardo, si presenta come una linea sottile, ad intervalli “tratteggiata”, così flebile da divenire quasi impercettibile perché, forse, male inquadrata. E’ palese l’evolversi rapido di tutte le vicende che hanno portato ad oggi ed è ancora più percepibile il sovrapporsi dinamico delle scadenze che ci si è prefissi (vedi Perugia e Milano) perché il nuovo partito diventi tale. Eppure uno degli errori tanto contestato fu proprio quello di sciogliere Alleanza Nazionale in pochi mesi per tuffarsi in quel nuovo progetto chiamato PdL, al tempo progetto presentato come contenitore libero ed aperto, il grande partito degli italiani. Per di più, confondono le posizioni di chi oggi si sente libero ed autorizzato ad “attaccare” personaggi che fino a pochi mesi fa venivano considerati innovazione e baluardo del cambiamento in regioni come la Calabria; o leggere di “manifesti etichette” di una sinistra, ormai stantia, su giornali da sempre icona del pensiero conservatore … e questo non va bene! Dunque è senza dubbio rilevante riuscire a delineare quell’orizzonte e renderlo ben visibile in modo da scongiurare che “il mare si confonda col cielo” e viceversa, evitando che il tutto diventi sempre più effimero e che si esaurisca nello sprint finale, rivelandosi così solo “una bolla di sapone”.
Ed è per questo che nasce spontaneo l’appello a coloro, incaricati della redazione del documento programmatico e valoriale, perché riescano ad individuare e rimarcare, analizzando anche in forma critica, quei punti, forse paletti, indispensabili ad evitare fuori uscite scomode e poco edificanti che di tutto sanno tranne che di Destra Futura. La Destra populista, sempre pronta a sposare battaglie che non gli appartengono e puntare il dito contro tutto e tutti e tanto meno quella irrazionale, fatta delle tante e troppe dichiarazioni finalizzate ad evidenziare individualismi, preoccupati a loro volta di guadagnare visibilità solo un attimo in più, a noi non piace. Quello che desideriamo è una Destra fatta di idee proprie, coerenti e ragionevoli, in grado di sviluppare riflessioni ed azioni concrete ed essere avanguardia vera nella scenografia della Destra Europea.
di Ivan Di Biase
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