La Francia scende in piazza. E lo fa occupando porti, strade, piazze, aeroporti e qualsiasi luogo in cui si possa gridare a gran voce il malcontento verso una riforma pensionistica che sembra essere più osteggiata che desiderata. Eppure, a sentire il parere di Jean – François Copé – capogruppo dell’Ump all’Assemblea Nazionale – l’opinione di quella “maggioranza silenziosa” rappresentata dal popolo parigino e non, sarebbe del tutto favorevole ad un cambio di passo, abbandonando definitivamente la strategia proposta anni fa dai socialisti. Lavorare più a lungo, quindi, affinché la ripartizione pensionistica sia più equilibrata e soprattutto non vada a gravare sulle spalle dei più giovani.
Un simile scenario, con qualche minima variazione di tono e contenuti, sembra riproporsi in Italia, dove le nuove generazioni accusano i colpi di anni di riforme non del tutto azzeccate, anche sotto il profilo pensionistico e dunque intergenerazionale. Tuttavia, ad esclusione delle riflessioni che la “galassia” finiana ha saputo proporre in questi mesi in riferimento alle condizioni di vita di molti giovani, la Francia sembra esprimere, sul tema, maggiore sensibilità. Copé, infatti, oltre ad essere uno degli emergenti che si preparano al dopo – Sarkò, è soprattutto l’ideatore e l’animatore di Génération France.fr, il think thank che “lavora al programma della destra del 2012”. E lo fa coinvolgendo in primis la componente giovanile ( e non solo ) del partito, guidata da Benjamin Lancar, Presidente dei Giovani Popolari, nel tentativo di far sì che anch’essi possano contribuire alla formazione di decisioni rilevanti per il destino del Paese.
“Nella nostra società – dice Copé – si avverte molto bene una paura della giovinezza che teme il suo avvenire. Molti giovani hanno l’impressione che la loro vita sarà più dura di quella dei loro genitori”. I timori e le perplessità sembrano di fatto le stesse avvertite dai ragazzi italiani che, nonostante manifestino forti dubbi sulla certezza del loro futuro, non smettono di sognarlo. Magari esprimendo una semplice opinione che, se valida, potrà essere presa in considerazione.
Se per l’ideatore di Génération France.fr “la governabilità sarà la sfida maggiore”, per noi di Generazione Italia quella sfida dovrà portare con sé la voce di chi oggi ha avuto di meno, ma che, non per questo, rinuncia a contribuire alla costruzione dell’Italia 2020.
di Angelica Stramazzi
Questa è la sfida più grande, brava Angelica !
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