Parliamo di politica e cultura a Bologna. Ma dobbiamo prenderla un po' alla larga. Seguitemi. La Promo Music sas di Marcello Corvino, produttore teatrale dei "paladini" dei diritti lavoratori e della giustizia Moni Ovadia e Marco Travaglio, è stata condannata dal Tribunale civile di Bologna in data 26.11.2009 per violazione della normativa in tema di lavoro subordinato. Il titolare, già in causa dal 2005 (nessuno lo sapeva?...), è stato candidato alle elezioni Comunali di Bologna 2009 con l'Idv per la giunta del Bono. Dichiaro subito che so questa cosa perché la parte lesa ero io. Mi ero buttata questa storia alle spalle dopo cinque anni di processo...poi oggi La Repubblica Bologna da notizia che non può farmi tacere. Ma non dal punto di vista personale, se fosse una questione personale ne avrei parlato a suo tempo quando ho avuto in mano la sentenza cioè quasi un anno fa. Nulla di personale dunque, è evidente. Ora la questione è POLITICA. La notizia è che La Regione Emilia Romagna ha scelto il suddetto titolare come membro del Cda del Teatro Comunale di Bologna. Ora. Nulla osta, in base allo statuto della Fondazione del Teatro che il soggetto faccia parte del Cda, trattandosi di una condanna in sede civile.
La questione è un’altra. E’ una questione morale. E’ una questione civile. E’ una questione politica, perché Bologna è dominata da un monopolio culturale totale che non guarda in faccia a niente e a nessuno. E tornando ai paladini della giustizia sociale, vorrei tanto sapere Moni Ovadia, sempre in prima fila per la difesa dei diritti dei lavoratori che ne pensa di questa cosa. Perché lo sa. Vorrei proprio sapere che ne pensa del suo produttore? E Travaglio? Pure lui cosa ne pensa del produttore? E’ diventato garantista? E Tonino Di Pietro che ne pensa del suo candidato? Distingue tra reati piccoli e reati grandi? Non parla sempre di questione morale? C'azzecca o no questa cosa Di Pietro? Questo è il punto. Un imprenditore che ha usurpato i diritti dei lavoratori, che dopo la sentenza, puta caso, ha regolarizzato gli altri lavoratori...i facile fare i soldi con il portafoglio degli altri...ecco, questo imprenditore può moralmente entrare nel Cda di un Ente Pubblico? Vorrei anche sapere cosa pensano i lavoratori del Teatro Comunale. E i sindacati cosa pensano? I sindacati che sono stati a battagliare per i diritti dei lavoratori di quel Teatro contro un Sovrintendente che doveva fare i conti con 1 milione e mezzo di euro di deficit che pesano sulle spalle dei cittadini bolognesi? E la Regione Emilia Romagna di Errani che cosa dice? Smentisce l'articolo di Repubblica o no?
Detto questo, FLI e Generazione Italia vigileranno sulle nomine del Cda. Ora cominciamo a fare sul serio. E partiamo pure dalla cultura che c'è un bel mondo sotterraneo da far venir fuori, qui a Bologna: la ROSSA. Una volta aveva un altro senso, non politico. Ora è solo ROSSA politicamente e dovrebbe esserlo pure di VERGOGNA!
di Senerella Accorsi
Coordinatrice di GI Bologna e coordinatore (fino a votazioni interne) di GI REGIONE EMILIA ROMAGNA CULTURA
Una brutta fotografia su Bologna e i suoi segreti inconfessabili !
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